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Giancarlo e Mariella adottano Odessa

 

Quando abbiamo dovuto addormentare Leo, un dolce e vecchio labrador di 13 anni e mezzo, ci siamo sentiti distrutti dal dolore. Seppure sapevamo che avevamo fatto la scelta più giusta e più pietosa non riuscivamo a rassegnarci a quel distacco atroce e incomprensibile. Leo ci mancava e ci manca. Mariella aveva detto che non avrebbe voluto più cani, perché non avrebbe sopportato ancora una volta un dolore così forte, ma più i giorni passavamo, più eravamo tristi. Io continuavo a passare le mie serate girando per siti internet di allevamenti, di cani da adottare o di annunci di vendita da privati, ma nonostante tutto non mi sentivo ancora pronto, nonostante vedessi tanti dolci musetti in cerca di affetto, tanti cuccioli che intenerivano, mi rendevo conto che non erano loro quelli che cercavo, io volevo soltanto Leo. 

Ma girando tra i vari siti di animali due cose mi hanno fatto capire l’importanza di avere di nuovo un cane a fianco, questa poesia: "Amico mio, la mia eredità non è fatta di beni materiali, ma resteranno tuoi per sempre l'allegria, la gioia di vivere, il rispetto che spero di averti insegnato in tanti anni di vita in comune. Se sono riuscito a spiegarti cos'è l'amore di un cane e tu sarai capace di regalare un amore che gli assomigli anche solo un poco a qualsiasi essere vivente, uomo o animale che sia , spero di averti lasciato un bene inestimabile e scodinzolare felice tra le nuvole. Una raccomandazione: non provare a dimenticarmi, non ci riusciresti...e non dire: "basta animali, ho sofferto troppo"; se lo dicessi, vorrebbe dire che non ti ho lasciato nulla. Se ti ho insegnato l'amore dimostramelo, offrendolo ad un altro animale: ti darà anche lui tenerezza, allegria ed ancora amore. E alla fine ti lascerà un testamento come questo. Così senza accorgertene, continuerai ad imparare e crescere, ed un giorno ci ritroveremo tutti insieme in un unico paradiso, perché non c'è un paradiso per gli uomini ed un paradiso per gli animali, ce n'è uno solo per tutti quelli che hanno imparato ad amare."

…..e l’incontro con Casa Lucrezia. Quando ho letto sul sito, le parole di Mariangela, che sosteneva, anche per i suoi cani, il diritto a una vita ancora più felice, andando a vivere l'esperienza da "figlio unico", ho capito sia il grande amore di lei verso gli animali, andando anche contro ai suoi interessi d’imprenditrice pur di rendere più felice un suo cane, sia l’amore che avremmo potuto ancora dare, ma soprattutto ricevere da una nuova esperienza di convivenza canina.

Siamo così entrati in contatto con Mariangela, che ha dimostrato anche nei fatti, quanto avevo già capito dalle parole lette sul suo sito, il suo profondo amore verso gli animali.

A scapito dei suoi stessi interessi, invece di magnificarci l’esperienza con un cucciolo e la soddisfazione nel tirarlo su, sentite le nostre esperienze, le nostre esigenze, ci ha proposto l’adozione di mamma Odessa, una labrador di 4 anni, a suo avviso desiderosa di una vita in famiglia e di solidi affetti, che la vita in allevamento non poteva completamente soddisfare.

Siamo così entrati in contatto con Odessa, che ci era stata dipinta come esuberante, proprio perché bisognosa d’affetto, e che abbiamo conosciuto per la prima volta a Pasqua. Sinceramente il primo impatto è stato un po’ choc, noi abituati a Leo, un labrador anche da giovane molto tranquillo, ci siamo trovati di fronte una “furia” che correva scatenata, ma la nostra preoccupazione era soprattutto per lei; ci chiedevamo, infatti, se nonostante il bisogno di affetto, che Mariangela diceva necessitasse non sarebbe stata per lei una privazione troppo grande portarla a vivere fuori dagli spazi a cui era abituata e confinata negli angusti spazi e nel traffico caotico della città.

Mariangela diceva che non era un problema, e ancora una volta aveva ragione lei.

Odessa è con noi da poco più di una settimana, eppure dopo le prime paure iniziali, dovute a tutte le piccole scoperte cittadine (il traffico, i rumori, il prendere l’ascensore) si comporta come fosse con noi da sempre. Ha già eletto la mia scrivania come seconda cuccia e quando sono a lavorare al pc, lei si raggomitola sotto come un gatto. Leo non ce ne voglia, è sempre vivo il suo ricordo e l’affetto verso di lui, ma su certi comportamenti Odessa è già oltre. Avevo sempre invidiato chi aveva il cane che gli camminava a fianco senza bisogno del guinzaglio, con Odessa, dopo nemmeno una settimana lo faccio. Aveva, forse, ragione chi ci diceva che le femmine, di qualsiasi razza, hanno sempre una marcia in più.

L’abbiamo già portata dal vet, per le problematiche stagionali (filaria e leshmania) e dalla toelettatura (per renderla una vezzosa cagnolina di città), il prossimo appuntamento (a prestissimo) è il mare, forse gli mancherà un po’ della libertà di cui poteva godere sui colli berici e un po’ gli mancherà, senz’altro Mamma Mariangela, ma noi cerchiamo di supportare queste mancanze dandogli tutto il nostro amore, che comunque non sarà mai sufficiente a ripagare quello che lei dà a noi ogni giorno. Grazie Odessa, grazie Mariangela.